Prezzi e clienti

Fare causa a un cliente: la decisione prima di chiamare l'avvocato

Fabius Coach · Il tuo coach decisionale · Lettura ~6 minuti

Un cliente non ti ha pagato o ti ha contestato un lavoro fatto bene o ha cambiato le carte a consegna avvenuta. Hai ragione: lo sai tu, lo sa lui e probabilmente lo dicono anche i documenti. La tentazione è chiamare un avvocato domani mattina. Prima di farlo c'è una decisione che nessun avvocato può prendere al posto tuo — e non riguarda chi ha ragione.

Avere ragione non è il criterio

È il punto più difficile da accettare e va detto chiaramente: la domanda «ho ragione?» è quasi sempre la meno utile. Non perché non conti — conta eccome sul piano giuridico — ma perché non è quella su cui stai decidendo.

Sul piano legale la valutazione la fa un professionista ed è il suo mestiere. Ma la scelta se aprire un contenzioso è una decisione d'impresa e si valuta con criteri d'impresa: quanto costa, quanto dura, cosa consuma, cosa ottieni davvero se vinci.

La ragione, in questo calcolo, è una condizione necessaria e non sufficiente. Molte cause vinte sono state, per l'azienda che le ha promosse, operazioni in perdita.

Le tre voci di costo che nessuno mette in conto

  1. Il tuo tempo e la tua attenzione. È di gran lunga la voce più cara e non compare in nessun preventivo. Un contenzioso richiede documenti, ricostruzioni, incontri e soprattutto occupa spazio mentale per mesi o anni. Quello spazio è la risorsa più scarsa che hai ed è sottratto al lavoro che produce.
  2. Il tempo, che è quasi sempre più lungo del previsto. Le tempistiche reali della giustizia civile italiana vanno verificate caso per caso con chi se ne occupa e sono un fattore da mettere nella decisione, non una nota a margine.
  3. Cosa succede anche vincendo. È la domanda che cambia molte decisioni: se la controparte non ha di che pagare, una sentenza favorevole è un documento. Vale la pena capirlo prima, non dopo.

La domanda che scioglie il nodo

Cosa voglio ottenere davvero — i soldi o che si sappia che ho ragione?

Sono due obiettivi diversi e portano a decisioni opposte. Se vuoi i soldi, la strada più rapida è quasi sempre un accordo, anche a una cifra più bassa, perché incassare prima e con certezza vale più che incassare tutto forse e fra anni.

Se quello che vuoi è il riconoscimento — che si sappia che avevi ragione, che quel comportamento non passi liscio — è un bisogno legittimo e umano e va chiamato con il suo nome. Perché ha un prezzo e va deciso se sei disposto a pagarlo sapendo qual è.

Quello che non funziona è confondere i due: partire per ottenere i soldi e rifiutare accordi ragionevoli per una questione di principio, finendo per non ottenere né l'uno né l'altro.

Come si decide

È il lavoro di un Decision Brief.

Il metodo completo è in questa guida. La valutazione giuridica è materia da avvocati e non la facciamo qui: serve e va fatta con loro. Quello che viene prima — se vale la pena — è una decisione di impresa e resta tua.

Gli errori più frequenti

Non è una questione di essere duri o accomodanti. È scegliere consapevolmente dove mettere una risorsa che hai in quantità limitata — e che, spesa in un contenzioso, non è disponibile per l'azienda.

Vale la pena aprire quel contenzioso?

Porta la decisione a Fabius Coach: separa cosa vuoi ottenere davvero dal bisogno di avere ragione, mette in conto il costo in tempo e attenzione e apre le opzioni intermedie. Puoi provarlo con 30 messaggi gratuiti da usare in 20 giorni.

Provalo ora — 30 messaggi gratuiti La decisione resta tua. Ma non la prendi più al buio.

Non ti manca il coraggio di decidere, ti manca il metodo. Scarica «Il Metodo Fabius Coach»: il manuale delle decisioni difficili, gratis.